Ordinanza anti-alcool: ma quanto si beve nell’esagono?

Ha ragione da vendere la signora Germana Tassoni, portavoce del comitato di via IV Novembre, nel criticare la recente ordinanza anti-alcool confinata al centro storico e poco più. Non tanto perché vede sfumata la possibilità di risolvere il problema dell’ubriachezza e relative conseguenze in zona stazione, quanto per la mancanza di attenzione alle zone fuori dall’esagono, ormai tutte alle prese con lo stesso fenomeno. Infatti, le ordinanze anti-alcool si ripetono annualmente dal 2007, praticamente nelle stesse vie di quella in vigore, talvolta includendo anche la zona stazione. Risultati? Nulli. Come sono stati nulli i risultati delle ordinanze anti-prostituzione e anti-maleducazione.

Tra l’altro, si potrebbe parlare di un loro uso improprio, come anche sentenziato dal Tar Lazio che nel 2012 ha bocciato una medesima ordinanza dell’allora sindaco Alemanno. L’ordinanza è, infatti, un provvedimento urgente e contingibile e la sua reiterazione protratta indica che il fenomeno non è un’emergenza limitata nel tempo ma è, al contrario, cronico. Va, quindi, affrontato con i mezzi ordinari che le legge e i regolamenti comunali mettono a disposizione da sempre (abbandono di rifiuti, usi impropri degli spazi pubblici, ubriachezza manifesta e disturbo del riposo delle persone) e cercando, contemporaneamente, di risolvere il problema a monte, cioè chiedendosi chi si ubriaca e perché, senza fermarsi alla domanda o ad una risposta verbale. Alla fine, i mezzi sono sempre gli stessi, quelli che mancano a Reggio da tempo, un’attività seria di controllo con investimenti cospicui nelle forze dell’ordine e un po’ più di prudenza nelle politiche dell’accoglienza quando non si ha la possibilità di garantire a tutti una vita dignitosa.

In conclusione, queste ordinanze servono solo ad accontentare formalmente alcuni cittadini con poco sacrificio (un copia-incolla delle precedenti) e a dare loro l’impressione che ci si preoccupi del problema. Finché la linea politica sarà questa, rassegniamoci a fare i conti quotidiani con risse, vomiti e disturbi diurni e notturni sia nelle zone soggette all’ordinanza che in quelle escluse. Nessuna paura che il fenomeno si sposti: senza controlli rimane esattamente dove si trova. Almeno, le zone escluse possono consolarsi con un “ma se qui è così, quanto bevono dentro all’esagono?”

Pubblicato sul Il Resto del Carlino e Prima Pagina

Bottiglie e lattine di birra sul retro della Coop Reggio Est

Bottiglie e lattine di birra sul retro della Coop Reggio Est

Con una bottiglia di vino in piazza Domenica Secchi durante lo scorso inverno

Con una bottiglia di vino in piazza Domenica Secchi durante lo scorso inverno

 

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