Tentato furto di rame alla ex-Polveriera

Ore 21.20 del 26 marzo. Forti rumori provenienti dallo storico edificio della ex-Polveriera attirano l’attenzione di un cittadino. Un uomo è sul tetto dell’edificio. Avvisiamo la Questura che prontamente arriva sul posto ma delle persone non vi è più traccia. Il mattino seguente, una grossa grondaia di rame è a terra appoggiata al muro ed è visibile un’apertura nella recinzione.

grondaia ex-Polveriera

Un bivacco con residui di consumo di eroina è a ridosso del muro, vicino all’ingresso della vicina scuola elementare. C’è pure una bicicletta abbandanota.

bivacco ex-Polveriera

bicicletta ex-Polveriera

 

Povera Polveriera!

L’area dell’ex-Polveriera costituisce quanto rimane della vecchia Piazza d’Armi di Reggio, nata dalla ridistribuzione sul territorio comunale delle attrezzature militari presenti fino alla metà del XIX secolo nell’antica cittadella e nei bastioni ubicati sugli attuali viali di circonvallazione del centro storico. L’attuale edificio era riservato al Corpo di Cavalleria dei Lancieri d’Aosta. La permanenza dei militari è ancora documentata da innumerevoli scritte risalenti alla fine dell’800 scolpite nei mattoni delle mura esterne all’edificio.

incisioni storiche

Ora le scritte incise sono state coperte da graffiti.

graffiti ex-Polveriera

graffiti 2

Vogliamo però ricordare com’era nel 2010, prima della nostra denuncia pubblica e degli interventi di bonifica, chiusura e rivitalizzazione dell’area mediante l’apertura al pubblico con una pista ciclopedonale che l’attraversa e un nuovo ingresso alla scuola elementare.

ex-Polv 2010ex-Polver 2010ex-Polveriera nel 2010ex-Polveriuera 2010

 

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Comments
2 Responses to “Tentato furto di rame alla ex-Polveriera”
  1. Beatrice Massari ha detto:

    Due giorni fa, sulla facciata della ex-polverira , dove si attraversa il parco per arrivare alla scuola elementare, ho notato un cinese con un paio di grosse cesoie. Avevo il cane con me, Lilli, per la solita passeggiata, ma quelle cesoie non mi davano la tranquillità di rimanere a guardare.
    Questa mattina sono tornata sul posto per la solita passeggiata mattutina e tutta quella siepe cresciuta per anni attorno alla polveriera è stata ORRENDAMENTE TAGLIATA da terra, in questo modo alla pianta non resterà altro che motire.
    Non accetto che ci portino via le nostre cose, le nostre piante in un parco pubblico cittadino.
    Le piante da frutto sono ogni anno più rovinate, rami rotti per prenderne i frutti, rami che non daranno più frutto.
    Questo modo di andare avanti e di subire di noi reggiani è sbagliato.
    Ribellarci dobbiamo e tenere con forza quel poco di bello che ci rimane.
    Beatrice

    Mi piace

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