Riusciremo mai ad avere un trasporto pubblico così?

Il trasporto pubblico di Edimburgo non può che affascinare chi è abituato a tutt’altro. Edimburgo, piccola capitale della Scozia con 492.000 abitanti e una superficie di 264 kmq, priva di una metropolitana, è percorsa giornalmente da 720 autobus, quasi tutti a due piani, che viaggiano su 50 tratte distribuite capillarmente sul territorio. Sono ben 1500 gli autisti dipendenti della Lothian Buses, compagnia di proprietà della città di Edimburgo, cioè del Comune, dal 1919. Nuovissimi autobus, con un’età media di 5 anni che continua a diminuire grazie alla costante introduzione di nuovi veicoli ibridi dotati di tecnologia mista diesel/elettrica (batteria che si ricarica con il motore), nella prospettiva di diminuire del 42% l’emissione di CO2 nel 2020.

Il 55% dei residenti si reca al lavoro in autobus (29%), a piedi (19%) o in bicicletta (7%). Lo si nota anche senza conoscere le statistiche perché le strade sembrano occupate più dagli autobus che dalle automobili. E’ raro imbattersi in qualche ingorgo, anche nelle ore di punta: gli autobus in sosta alle fermate non occupano mai tutta la corsia di marcia e gli attraversamenti pedonali, a distanze ragionevoli tra loro, per lo più a chiamata, favoriscono sempre il traffico veicolare, a beneficio dei tempi di marcia del trasporto pubblico come pure della qualità dell’aria.

Bus 2

Utilizzare gli autobus a Edimburgo non solo è conveniente ma anche piacevole. Frequenze ridottissime, mai più di 10 minuti, e puntualità rendono quasi inutili le belle pensiline d’attesa, tutte coperte e dotate di sedili e, una volta saliti, permettono di trovare sempre posti seduti, puliti e confortevoli. Il Wi-Fi e il giornale sono gratuiti su tutti i mezzi e un sistema di monitor a circuito chiuso consente all’autista come anche ai passeggeri di osservare in tempo reale ciò che accade su entrambi i piani. Metà degli autobus sono accessibili ai disabili e lo spazio a loro riservato non è mai occupato da altri passeggeri sia per il senso civico della popolazione che per il numero di posti liberi sempre a disposizione.

Sugli autobus di Edimburgo non servono i controllori. A controllare il titolo di viaggio ci pensa l’autista nella cabina trasparente posta all’unico ingresso anteriore, adibito sia alla salita che alla discesa dei passeggeri. Sulla cabina dell’autista un grosso cartello riporta “Your journey starts here”, a ricordare che il viaggio inizia con il pagamento del biglietto. Un cartello che credo inutile perché non mi è mai capitato di vedere un passeggero che ne fosse sprovvisto come non mi è mai capitato di vedere passeggeri salire prima di quelli che dovevano scendere. Si paga solo in contanti a self-service, introducendo le monete in un contenitore ed estraendo il biglietto per la corsa singola o giornaliera (se si è sprovvisti del contante esatto e si paga di più, è previsto il rimborso) mentre gli abbonamenti devono essere strisciati su un lettore ottico. Esistono anche carte ricaricabili condivisibili con altri. Il tutto avviene velocemente anche per merito dell’elevato numero di corse che previene l’affollamento di passeggeri.

E i costi per gli utenti? La corsa singola costa agli adulti poco più di 2 euro e ai giovani di età compresa tra i 5 e i 15 anni circa 1 euro, per un reddito medio britannico di 2570 euro/mese quando in Italia il reddito medio è di 1410 euro/mese. Un servizio di così alta qualità trova ovviamente soddisfatto il 96% dei passeggeri il cui numero è in continuo aumento (118 milioni di viaggi compiuti nel 2014) incrementando così il profitto netto della compagnia (11 milioni di euro nel 2014) per nuovi investimenti. Tra i più recenti, ricordo quello per un servizio di polizia dedicato esclusivamente al trasporto pubblico con funzione di prevenzione dei comportamenti anti-sociali, anche se già così poco frequenti, per lo meno a giudizio di noi italiani.

VI

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