Furto di energia elettrica da una villa dei Sinti

Chi potrebbe mai immaginare che una grande villa con una ventina di veicoli parcheggiati nel suo cortile e pure dotata di una piccola piscina sia allacciata abusivamente alla rete elettrica pubblica? Ora, Alì Torre, appartenente alla comunità dei Sinti e proprietario dell’immobile situato in via Guernica, zona Cavazzoli, è indagato per furto pluriaggravato dopo la chiusura delle indagini preliminari. Il procedimento ha avuto origine da una segnalazione arrivata nel mese di marzo dello scorso anno all’associazione Reggio Civitas da un passante che aveva notato alcune persone intente a manipolare un quadro elettrico sulla pubblica via. Dopo aver eseguito un sopralluogo documentando strani collegamenti tra il quadro elettrico e l’abitazione, Reggio Civitas ha inviato un esposto al Comando della Polizia Municipale. Dal controllo effettuato e dall’accertamento della manomissione dell’impianto da parte di Enel, la notizia di reato è stata trasmessa alla Procura della Repubblica. L’associazione Reggio Civitas, quale portatrice di interessi diffusi, intende chiedere l’autorizzazione a costituirsi parte civile nel procedimento.

Pubblicato su il Resto del Carlino

L'allacciamento abusivo. 26 marzo 2015L’allacciamento abusivo. 26 marzo 2015

Il cortile della villa in agosto 2015Il cortile della villa in agosto 2015

da google maps

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Comments
One Response to “Furto di energia elettrica da una villa dei Sinti”
  1. Claudio ha detto:

    La domanda non è: Perché il comune non ha controllato questi “”signori”” come farebbe qualsiasi buon politico che protegge i suoi cittadini ma debbano essere gli stessi cittadini (oltre che pagare gli stipendi a politici e forze dell’ordine) a badare a se stessi!
    Ma io mi chiedo come facciano dei nullatenenti e nullafacenti a vivere in tale sfarzo di villa e automezzi?
    Forse bisognerebbe girare la domanda a quelle famiglie che sono state violate e derubate di ricordi e tranquillità, magari una risposta potrebbe venire fuori!!!
    Troppi Signori avvocati avrebbero da obiettare a certe domande! si spera che ogni tanto quei “”signori”” vadano a (trovare) anche le loro famiglie.

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