Il cittadino fai da te: il regolamento di condominio per legalità e sicurezza

Nell’ottobre dell’anno scorso, in una palazzina di via Melato dove ha sede la nostra associazione, una caldaia di un immobile gestito da Acer ha provocato un incendio, fortunatamente circoscritto grazie al tempestivo allarme dato da una vicina di casa. Quest’anno, l’assemblea condominiale è corsa ai ripari modificando il regolamento di condominio per compensare, in modo legittimo, il vuoto legislativo o la mancata applicazione di norme sulla sicurezza degli impianti civili individuali.

Oltre ad aver inserito sanzioni pecuniarie per le violazioni del regolamento, come previsto dalla recente riforma, sono state attribuite all’amministratore del condominio due nuove funzioni.

La prima riguarda i certificati di conformità degli impianti individuali, quali caldaie e impianti elettrici, che dovranno essere richiesti ai condòmini al fine di evitare pericoli di danni ai beni comuni. La riforma del condominio aveva, inizialmente, previsto l’inserimento di tale obbligo nell’anagrafica condominiale, quel documento che ogni proprietario deve compilare e aggiornare con i dati anagrafici dei titolari di diritti reali e di godimento. Assurdamente, nel 2013, con la legge di conversione del decreto Destinazione Italia, i nostri legislatori, temendo intromissioni nelle proprietà private e dimenticando che il malfunzionamento di impianti individuali può interessare l’intero edificio, hanno limitato la competenza dell’amministratore ai soli impianti comuni. A questa superficialità legislativa, si aggiunge la latitanza del Comune nello svolgimento delle funzioni che la legge gli attribuisce in tema di caldaie. Infatti, in attesa di un riordino da parte della Regione, i Comuni con più di 40.000 abitanti sono ancora gli enti preposti al controllo degli impianti termici, funzione assai rilevante sia per motivi di sicurezza che di qualità dell’aria.

La seconda attribuzione riguarda la regolarità abitativa. Per legge, i contratti di locazione stipulati con cittadini extra-UE devono essere comunicati all’autorità di pubblica sicurezza (comunicazione di cessione di fabbricato) come pure l’ospitalità senza limiti di durata (minimo di 30 giorni, invece, per i cittadini comunitari). Orbene, il nuovo regolamento condominiale prevede, sulla base di segnalazioni pervenute dai condòmini, la presa visione di questi documenti da parte dell’amministratore.

Lo stesso condominio aveva già proibito l’installazione di parabole sulle facciate dell’edificio come pure su balconi e finestre, essendo stato eliminato dal regolamento urbanistico edilizio l’esplicito divieto che avrebbe imposto, dal 24 aprile 2016, cioè dopo tre anni dalla sua approvazione, l’unificazione delle parabole sul tetto degli edifici esistenti.

Notizia pubblicata su Gazzetta di Reggio

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